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15 Ott 2019

Sono in partenza due interessanti proposte formative di alta qualificazione nelle Risorse Umane. Saperessere propone, per il progetto Hr Advanced, queste opportunità, attraverso i corsi di:

“Tecnico nella Gestione e sviluppo delle Risorse Umane” e “Strategie e strumenti digitali per i professionisti HR”

Tecnico nella Gestione e sviluppo delle Risorse Umane

Vuoi lavorare in ambito HR?
Desideri approfondire tutti gli aspetti legali legati alla gestione delle Risorse Umane?
Sogni di lavorare per una impresa, società di consulenza o per i servizi alle imprese?
Ambisci a rafforzare il tuo ruolo di professionista e consulente HR?


Abbiamo la soluzione per te!
Scarica il bando e iscriviti subito – Scrivi a
mmantriota@saperessere.com o telefona al numero 06.5131400 e chiedi della Dott.ssa Michela Mantriota
Per ulteriori approfondimenti scarica il documento HR Advanced
Hai tempo fino al 7 Gennaio 2020
.

Un progetto di Studio Saperessere, finanziato dalla Regione Lazio, che ti permetterà di essere seguito, formato e inserito nell’ambito delle Risorse Umane. I corsi sono gratuiti e mirati all’inserimento on-stage e ad un successivo employment.

Strategie e strumenti digitali per i professionisti HR

Hai esperienza in ambito HR?
Sei appassionato anche di digitale e incuriosito dall’innovativo?
Vuoi imparare a conoscer e usare gli strumenti tecnici di questo mestiere per poi applicarli ai processi di selezione e recruitment?
Desideri approfondire le tue conoscenze specifiche in materia acquisendo maggiori capacità strategiche e mirate per accrescere le tue competenze specialistiche?
Sogni di perfezionare il tuo stile per raggiungere un miglior approccio nel management delle risorse umane?


Abbiamo la soluzione per te!
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Per ulteriori approfondimenti scarica il documento HR Advanced
Hai tempo fino al 7 Gennaio 2020
.

Un progetto di Studio Saperessere, finanziato dalla Regione Lazio, che ti permetterà di essere seguito, accrescere le tue competenze in ambito Risorse Umane e venire accompagnato e introdotto come professionista HR. I corsi sono gratuiti e mirati all’inserimento on-stage e ad un successivo employment.

9 Set 2019

 

Stress da rientro. Non una sindrome ma un insieme di sintomatologie da imparare a riconoscere e tenere sotto controllo con qualche piccolo accorgimento. Accompagnando il ritorno al lavoro dopo la pausa delle ferie con una gradualità nella ripresa della routine lavorativa.
I consigli di Marco Vitiello nell’intervista ADN Kronos.

6 Set 2019

Hai ancora pochi giorni per cogliere questa occasione!

A chi è rivolto?
A imprenditori, titolari di PMI, responsabili risorse umane, professionisti in ambito marketing e comunicazione

Quando e dove si svolge?
A Roma, il 25 settembre 2019 presso le nostre aule in Circonvallazione Ostiense n. 80

Quanto dura?
1 giornata full (8 ore) in aula

Cosa imparerò a fare?
Imparerai a sviluppare la comunicazione corporate in linea con i profili presenti su LinkedIn attraverso procedure corrette e percorsi di coinvolgimento, valutando ache quando e come sfruttare gli account a pagamento per vendite e selezione.
Inoltre capirai come impostare e ottimizzare una pagina aziendale, pianificare i suoi contenuti e coinvolgere i follower.
Potrai infine conoscere e comprendere come utilizzare gli strumenti pubblicitari che LinkedIn mette a disposizione.

Quanto costa?
Il corso in aula di una giornata costa 250 € + IVA
Scrivici a info@saperessere.com per maggiori informazioni

Cosa comprende l’iscrizione?
Nel costo sono compresi:
– materiali introduttivi e test di valutazione pre-corso
– giornata in aula con workbook
– welcome coffee e coffee break
– consegna delle slide complete e dei template operativi
– test di valutazione post-corso
– webinar di ripasso di 60 minuti

Come funziona l’acquisto
Per effettuare l’iscrizione, clicca sul bottone di seguito. Sul sito potrai perfezionare l’acquisto, pagando con carta di credito, PayPal o bonifico bancario.

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10 Nov 2017

La rubrica “Le interviste, Storie di Successo” della Consulta Giovani dell‘Ordine Psicologi del Lazio, attraverso interviste a professionisti, ha lo scopo di avvicinare i giovani al mondo del lavoro, supportandoli nella progettazione della propria carriera.

Il primo professionista intervistato è il nostro Marco Vitiello.

Il prof. Marco Vitiello come molti adolescenti, sognava di diventare un calciatore ed un cantante. Pur essendosi cimentato in entrambe le carriere, non sta lavorando né sui campi da calcio né sui palchi. Ad oggi si occupa di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni: è professore a contratto, socio d’azienda e coordinatore del gruppo di lavoro dell’Ordine degli Psicologi del Lazio sulla Psicologia del Lavoro. Ad oggi è soddisfatto di ciò che è diventato senza sentire di aver tradito i propri sogni.

Perché? Ha capito che non era il microfono o il pallone a definire chi fosse ma la passione e le emozioni che viveva quando era nella squadra o davanti la platea. Si è focalizzato sulle proprie attitudini (Ponzio, 1940). Le attitudini sono terreno fertile per far accrescere le capacità, le competenze e per individuare la tipologia di lavoro più idoneo a ciascuno di noi.

Significa chiedersi:

  • Come mi comporto d’istinto nelle situazioni nuove?
  • Cosa mi riesce meglio?
  • Cosa mi piace fare?
  • Cosa mi rende soddisfatto?

Bisogna rintracciare similitudini tra esperienze che a prima vista sembrano distanti, sconnesse. Spesso si guarda al passato lavorativo come un accumulo di esperienze e alla formazione come conoscenze frammentate, mentre è più utile coglierne gli aspetti di continuità. Farsi domande e dare valore anche ai “lavoretti” permette di individuare le proprie qualità. Ad esempio il prof. Vitiello ci narra di come ha trasformato il ruolo da “ragazzo dell’acqua e del vino” in una funzione interessante.

Ponzio M. (1940). Attitudini e capacità nello studio e nel lavoro. Atti dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni, vol. XXII.

19 Lug 2017

Generazione Neet. Non studia e non cerca lavoro il 20% degli under 24, Italia ultima in Europa. Solo contratti atipici agli occupati, aumenta la povertà. E si fanno figli 5 anni dopo la media Ue.

L’Italia è il paese con la percentuale più alta di Neet (not (engaged) in education, employment or training), cioè soggetti, perlopiù giovani, non impegnati nello studio, nella formazione o nel lavoro. Il nostro Marco Vitiello è stato intervistato, da Leggo, su questo fenomeno in crescita e sul futuro dei giovani italiani di oggi.

Secondo un’indagine di quest’anno, condotta dall’Esde (Employment and Social Developments in Europe) e pubblicata dalla Commissione Europea, la percentuale di Neet in Italia nel 2016 è pari al 19,9%. Un dato allarmante e distante rispetto ai numeri degli altri paese europei, dove la media dei Neet si aggira intorno all’11,5%.

Di certo la crisi economica che ha investito il nostro Paese ha portato a fenomeni come l’aumento della disoccupazione e della povertà. Tuttavia basta leggere le percentuali di Neet di altri Paesi UE in crisi (come il 15,8% della Grecia o il 14,6% della Spagna) per prendere coscienza dell’alta percentuale di giovani italiani inoccupati, la maggior parte di un’età compresa tra i 15 e i 24 anni.

Di seguito l’intervista al nostro Marco Vitiello:

Cosa si aspettano i giovani?

«Hanno paura della giungla del lavoro. Gli autonomi sono costretti ad essere autonomi ma non sono preparati, incappando spesso in problemi fiscali. Poi ci sono i Neet: non si sentono all’altezza, vanno in crisi e rischiano patologie cliniche».

Ma perché ora?

«Perché sono figli della crisi scoppiata 10 anni fa quando le famiglie, potendolo fare, hanno ovattato la realtà superando le difficoltà con le risorse che avevano. E così i giovani hanno scoperto che il futuro non è promettente come pensavano».

Che futuro per i Neet?

«Purtroppo non si muovono. I ragazzi a 20 anni si sentono eterni ma il tempo passa. Invece dobbiamo formare una classe imprenditoriale, aiutare le imprese e puntare sul capitale umano».

16 Giu 2017

L’alternanza scuola-lavoro è un’ottima occasione per gli studenti. Ma funziona davvero? Il nostro Marco Vitiello ne parla in un post pubblicato su il Fatto Quotidiano.

La misura introdotta dalla riforma della Buona Scuola, tra l’altro in forma obbligatoria, comincia a produrre i suoi risultati, purtroppo non tutti positivi. Si può azzardare qualche analisi da diversi punti di vista, ma è inevitabile inquadrare questa linea d’azione governativa innanzitutto in un ambito di specializzazione professionale “ponte” tra istruzione e politiche del lavoro: l’orientamento lavorativo.

Per Saperne Di Più

9 Mag 2017
24 Mar 2016
9 Giu 2015

Per la mia riflessione sul Jobs Act, utilizzo provocatoriamente uno slogan anglofono anche per il sottotitolo, ma in questo caso si tratta di un’espressione inglese densa di significato (e vedremo perché), non come l’anglicismo del titolo, ingiustificato, poco chiaro e incongruente.

A poco tempo dall’entrata in vigore delle prime attuazioni di questo provvedimento urgente, sostenuto ormai da circa un anno dal nostro Presidente del Consiglio, infatti, non sono diminuite le incertezze su questa riforma del lavoro proclamata con uno slogan tanto ambiguo, quanto distante dai reali protagonisti del reale mercato del lavoro, imprese e lavoratori. Per Saperne Di Più