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Archivi tag: Benessere Lavorativo

7 Ago 2019

Studio Saperessere chiude per le ferie estive, dal 12 al 23 agosto. 

E come ogni anno prepariamo un elenco delle cose da ricordare a settembre, per essere pronti a cogliere le migliori opportunità, al rientro dalle vacanze.

Iniziamo proprio con il nuovo calendario per la formazione di apprendisti delle PMI, che trovate qui.

Tutte le occasioni si trovano in piazza.

Se vuoi conoscere direttamente cosa offre il mercato del lavoro, scambiare opinioni ed esperienze con giovani come te, parlare direttamente con i professionisti, il luogo giusto da frequentare è ProfessioneHR, una Agorà virtuale, una community, un academy master ed un modello innovativo, per creare una rete di rapporti indispensabili alla propria crescita professionale.

Fatti trovare pronto, perché dal mese di settembre sarà possibile presentare la propria candidatura per frequentare il corso HR Advanced, con due tipi di specializzazione differenti, creati sulla base delle tue esigenze.

Hai un’idea e non sai come realizzarla?

YES I START UP – Iniziativa occupazione giovani è un progetto che va tenuto d’occhio.

YES I START UP intende formare ben 800 NEET l’anno attraverso la realizzazione di percorsi formativi mirati e di accompagnamento personalizzato, con aule di minimo 3 alunni e massimo di 12, della durata complessiva di 80 ore (60 in aula e 20 di accompagnamento personalizzato) atti a fornire ai NEET registrati al Programma Garanzia Giovani le competenze necessarie all’avvio e gestione dell’attività d’impresa.

I giovani che aderiscono al progetto hanno così la grande opportunità di diventare protagonisti del proprio futuro e di realizzare un sogno nel cassetto, entrando a far parte nel mondo del lavoro attraverso un percorso preferenziale.

Mens sana, il benessere prima di tutto.

Lo stress lavorativo è una vera e propria patologia. Se anche tu ne soffri e stai cercando una via di uscita, possiamo e vogliamo darti una mano. Studio Saperessere e la CGIL Camera Lavoro Roma Nord hanno stipulato un Protocollo di Intesa, qui trovi tutte le informazioni di cui hai bisogno.

Dietro le quinte ma sempre protagonisti.

FonARCom è il Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua che finanzia Piani Formativi su misura delle esigenze dei lavoratori e delle imprese italiane, attraverso strumenti adeguati a ogni contesto aziendale, interaziendale, di sistema.

Da Settembre, chi vuole aderire ed ha particolari necessità di elaborazione, progettazione e presentazione del Piano formativo e finanziario, fino alla rendicontazione e all’ottenimento del finanziamento, può contattarci per ottenere tutto il sostegno necessario.

30 Mag 2019
29 Mag 2019

Dopo decenni di studi l’OMS ha riconosciuto lo stress da lavoro o da disoccupazione (burn out) come sindrome e ha fornito le linee guida per la diagnosi.  Il burnout (ne aveva parlato Marco Vitiello in un’intervista)  è un lento processo di “logoramento” o “decadenza” psicofisica dovuto alla mancanza di energie e di capacità per sostenere e scaricare lo stress accumulato nel contesto lavorativo. Il termine burnout, in inglese, significa proprio “bruciarsi”.

Il primo ad occuparsi di burnout è stato lo psicologo Herbert Freudenberger in uno studio del 1974. Da lì si è parlato di burnout soprattutto per le “professioni di aiuto” in ambito socio-psico-sanitario: medici, infermieri, caregiver, psicologi e tutte quelle persone che si occupano di assistenza o che sono a contatto quotidianamente con la sofferenza.

La definizione dell’OMS burnout parla di “una sindrome concettualizzata come conseguenza di stress cronico sul posto di lavoro non gestito con successo”. Tre le caratteristiche principali: “mancanza energia o spossamento, aumento dell’isolamento dal lavoro o sensazioni di negatività e cinismo legati al lavoro, diminuzione dell’efficacia professionale”.

Per la prima volta, quindi, il burn out viene incluso nell’elenco ICD-11 (International Classification of Diseases) che entrerà in vigore dal 2022 e fa riferimento specificamente ai fenomeni nel contesto occupazionale e non dovrebbe essere applicato per descrivere esperienze in altri ambiti della vita.

L’Oms, infatti, oltre a delimitare l’ambito al contesto lavorativo ha anche specificato che il burn out può essere diagnosticato solo dopo aver escluso altri disturbi come il disturbo dell’adattamento, l’ansia o la depressione che possono avere dei sintomi simili.

Cosa cambia con questo importante riconoscimento?

Prima di questo importante riconoscimento le situazioni di stress da lavoro venivano considerate fuori dai rischi tabellati e in caso di vertenze (e relativi risarcimenti) non c’erano riferimenti specifici e il percorso di valutazione/valorizzazione del danno risultava tortuoso.
Negli ultimi anni, da quando si parla in maniera più chiara dei rischi psicosociali sul lavoro e da quando lo stress lavoro-correlato è entrato in maniera sistematica nelle valutazioni relative alla sicurezza e salute del lavoro, si registra un cambiamento.
Nelle dispute tra aziende e lavoratori, aumentano le sentenze a favore dei lavoratori: il diritto alla salute (Articolo 32, Costituzione) viene prima delle logiche di profitto. Viviamo un passaggio culturale importante in cui da una parte continuano le logiche produttive con obiettivi pressanti e contesti stressogeni, dall’altra si fa sempre più forte l’attenzione maggiore al benessere organizzativo e al work-life balance. Anche il welfare aziendale si sta orientando verso il benessere del singolo lavoratore, che diventa benessere (e profitto) per tutta l’organizzazione. (e non solo un dispositivo di sgravio fiscale).
Gli psicologi del lavoro delle organizzazioni lavorano proprio in questo spazio tra la tutela e l’intervento sul lavoratore e il supporto all’organizzazione per prevenire e gestire lo stress. Questo riconoscimento dell’OMS diventa un riferimento ufficiale e solido a sostegno di queste attività legate al benessere lavorativo.
8 Nov 2018
29 Ott 2018